All’università con l’editore Perrone

Stamattina l’editore debitore Perrone mi ha convinto a intervenire al suo corso di editoria all’università. Io odio queste cose e ho accettato perché mi deve quasi duemila euro, e la mia inutile strategia è sempre la stessa, cioé di ingenerare nel debitore sensi di colpa nei miei confronti. Non mi stupisco di me stesso e di aver accettato, mi stupisco di tutti gli altri che hanno accettato, dalla Postorino di Einaudi, alla scopabilissima Carolina Cutolo, a tizi di qua e di là.
Due ore dove ho messo in scena il solito spettacolo dell’accettazione riottosa. Datemi un pubblico e io me lo ingrazierò. A che pro? Boh. Un esercito di brutte nane secchione e qualche spilungone che mi dava del lei. Oibò. Ahimé. Gnocche poche, pochissime, quasi nessuna.
Poi dopo la solita pippa di Perrone che gnaula con me di editoria in crisi e di fantomatici piani di rilancio e che mi confida indicibili segreti di quello o di quell’altro editore. Io annuisco, con l’attenzione dispersa e l’interesse puntato secco ai duemila euro. Garantisce Perrone che dopo che si sarà venduto casa mi salderà il dovuto. Sì, ma quando? Dice la settimana prossima «una parte». Vedremo, io non ci credo ma magari 300 euro li sgancia.
Accendo il cellulare. La mia attuale fiamma modenese, Giulia, mi ha inviato una sua eroticissima foto. Probabilmente per farsi perdonare di non scendere a Roma nel w/e ha deciso che non passerà giorno senza che mi ecciti. Il che non è particolarmente difficile nel mio caso, ancor meno se ci si mette d’impegno.

Andavo che dovevo andare per San Lo ad aspettare Davide Pellegrini per uno dei suoi inutili appuntamenti dove mi invita a pianificare con lui inutili strategie di marketing e comunicazione, ho chiamato Michela per vedere se chissà mai fosse in casa e chissà mai mi invitava a prendere un caffè e magari ci scappava una pomiciata. Invece niente, ciccia, era al lavoro.

(4 aprile 2014)