Il sogno del povero locale notturno

Nel sogno mi trovavo in un qualche tipo di povero locale notturno in compagnia di due donne (conosciute nel sogno, ma al risveglio non sono riuscito a rammentare chi fossero… forse nessuno). Volevamo fare sesso in qualche modo, cosí ci siamo appartati in una stanza sul retro, vuota. Abbiamo iniziato a toccarci, e una delle due a succhiarmi il cazzo. Avevo solo una leggera ansia che potesse entrare qualcuno, anche se in realtà il tema ansiogeno era che il locale stava chiudendo. Tanto che dopo pochissimo tempo le luci si spengono, e preoccupati raggiungiamo la sala sul davanti, dove altre persone sono state sorprese quanto noi dalla chiusura del locale.

Ora apparentemente i proprietari sono andati via, ma la porta è aperta. Il problema è che fuori dal locale si trovano dei brutti ceffi, come una gang (tipo Arancia Meccanica) che ci impediscono di uscire. Proviamo e uno di loro, dall’alto, mi piscia in testa. La mia reazione è di tranquilla, finta, giovialità perché ho qualche tipo di piano.

Nel piano — che si sviluppa con modalità che non ricordo o che nel sogno non sono specificate — semplicemente trasciniamo nel locale uno dei bulli per massacrarlo (il punto è, uno alla volta li possiamo sopraffare, e ci chiudiamo dietro la porta del locale per evitare che i suoi amici possano salvarlo).

Ne trasciniamo nella colluttazione addirittura due e li pestiamo. Io salgo sopra a uno dei due e inizio a colpirlo sulla testa con molta violenza con un martello. Nel frattempo rido e mi compiaccio e dico agli altri quanto mi hanno fatto felice con questo regalo.

(giugno 2014)