Chi lavora nel fumetto lo ha capito: il 2025 non è stato un anno “normale”. Non è stato un crollo, ma nemmeno una prosecuzione automatica della crescita degli anni precedenti. È stato un anno che ha messo sotto stress modelli di business, canali di vendita e aspettative. Proviamo a vedere cosa è successo e quali macro trend sono emersi, globalmente e localmente, negli Stati Uniti, in Francia e in Italia.
Il 2025 è stato l’anno della stabilizzazione post-ipercrescita. Dopo le montagne russe del periodo 2021-2023, il mercato mondiale ha raggiunto un valore stimato tra i 17 e i 18 miliardi di dollari, con una crescita costante ma più contenuta (CAGR intorno al 5-6%).
I macro trend individuati sono tre, relativi ai manga, al digitale e agli arcinoti problemi dei costi di produzione.
Il manga continua a dominare la quota di mercato globale (circa il 53% in termini di volume), ma la crescita sta rallentando nei mercati occidentali, segno di una saturazione fisiologica.
Il segmento digitale (Webtoon, app di abbonamento come Marvel Unlimited o Shonen Jump+) è cresciuto del 9,4%, compensando la leggera flessione del cartaceo generalista.
L’aumento dei costi della carta e le nuove tariffe sulle materie prime hanno spinto molti editori a ridurre il numero di uscite mensili, puntando più sulla qualità (edizioni Premium) che sulla quantità.
Per quanto riguarda il mercato statunitense, il 2025 sarà ricordato come l’anno del sorpasso mediatico della DC Comics sulla Marvel in termini di “hype”, grazie al lancio dell’universo Absolute.
Nonostante il disastro del fallimento del distributore Diamond il mercato delle fumetterie ha segnato un clamoroso + 27% (gennaio-agosto). Il primo numero di Absolute Batman è stato un fenomeno da oltre 3 milioni di copie (considerando le ristampe).
Meno bene è andato il settore Graphic Novel/Manga che nelle grandi catene ha subito una lieve flessione (-1,4%), indicando che il pubblico generalista sta diventando più selettivo.
Marvel mantiene il primato di quote di mercato totali grazie al volume di testate, ma la DC ha ridotto il divario in modo storico, arrivando a occupare stabilmente 9 posizioni su 10 nelle top ten di vendita mensili verso fine anno.
Il mercato francese del fumetto rimane il più solido d’Europa, con un fatturato che si aggira intorno agli 840 milioni di euro.
Dopo i record assoluti del biennio precedente, il 2025 ha segnato un calo di volumi (-9%), che però gli analisti leggono come un “ritorno ai livelli pre-pandemia ma con una base di lettori molto più ampia (+50% rispetto al 2019)”.
Il mercato regge grazie ai classici (Blake & Mortimer, Lucky Luke) e al successo travolgente delle serie per ragazzi come Mortelle Adèle.
Infine, il manga: rappresenta ancora più di un libro su due venduti nel settore fumetto, ma i lettori francesi stanno riscoprendo i one-shot e i roman graphic d’autore a prezzi più alti.
In Italia, il 2025 è stato un anno di consolidamento prudente. Il mercato ha registrato una leggera flessione nel valore delle vendite (-5% circa nei primi nove mesi), ma resta a livelli storicamente altissimi rispetto a dieci anni fa.
Nei primi nove mesi, sono state vendute circa 6,28 milioni di copie di fumetti nei canali trade (librerie e GDO), per un valore di circa 60 milioni di euro. Rispetto al 2019, la crescita rimane un incredibile +193%.
Pera Toons continua a essere il motore trainante del settore per ragazzi, posizionandosi regolarmente nelle classifiche dei libri più venduti in assoluto in Italia, non solo tra i fumetti.
L’edicola continua a soffrire, ma case editrici storiche come Sergio Bonelli Editore hanno tenuto botta grazie a una strategia di diversificazione (variant, edizioni da libreria e cross-medialità).
Nel complesso, il 2025 è stato un anno POSITIVO, ma (ovviamente) con sfumature diverse:
È andata bene perché il settore ha dimostrato di non essere una “bolla” passeggera legata alla pandemia. I lettori acquisiti negli ultimi 5 anni sono rimasti, e il fumetto è ormai un medium culturale di massa, al pari della narrativa.
È andata male (per alcuni) perché i margini di guadagno si sono ridotti. L’inflazione e i costi della logistica hanno colpito duramente i piccoli editori, portando a una concentrazione del mercato nelle mani dei grandi gruppi.
E infine una sorpresa dagli Stati Uniti: il ritorno prepotente dei “single issues” (gli albi spillati) ha ribaltato l’idea che il futuro sia solo delle graphic novel.
Il 2025 conferma che l’economia del fumetto può ancora funzionare, a patto di essere governata. Ma mentre il sistema trova nuovi equilibri finanziari, la posizione degli autori diventa sempre più una variabile negoziale, non una costante. L’ingresso dell’IA generativa non è un dettaglio tecnologico, ma un acceleratore di questa fragilità, e richiede strumenti di tutela e lettura che affronteremo a parte.