A cosa serve la foto del profilo (e altri consigli pratici su come apparire professionali)

Questo argomento potrà sembrare quasi frivolo rispetto a quelli che tratto di solito, ma dal mio punto di vista rappresenta un’attitudine mentale – professionale, che aiuta a mettersi nell’ottica giusta.

Mi spiego: tutti a quindici anni abbiamo creato il nostro account gmail con il nome <odiotutti@gmail.com> o qualcosa del genere. Ma quando si inizia a lavorare vi consiglio davvero caldamente un rebranding verso <nomecognome@gmail.com>. Noioso, lo so, ma vi assicuro fate un’impressione migliore. State cercando lavoro, non c’è bisogno di fare i ribelli.

E sempre a questo proposito un argomento che mi sta particolarmente a cuore: la foto profilo.

Vale per il vostro account di posta, per whatsapp e per tutti i social che usate “per lavorare”. Ecco, NON mettete una illustrazione di – chessò – un drago di fuoco, o il classico autoritratto disegnato: mettete la vostra foto. Perché a fronte del disagio di “farsi vedere per quello che si è”, è molto comodo quando prendete un appuntamento di lavoro con qualcuno: questo vi riconosce subito. Quindi anche una foto dove vi si vede bene in faccia, no quella controluce al tramonto o cose del genere. Insomma non fate i misteriosi!

A questo punto mi sento in obbligo di citare il terzo elemento della triade della professionalità basic: qualsiasi social utilizziate, inserite una vostra breve bio e un link al vostro portfolio aggiornato.

Non avete idea della quantità di aspiranti-qualcosa che mi chiedono l’amicizia on-line e cose del genere, che mi scrivono perfino, e dei quali non trovo da nessuna parte quello che fanno (tranne ovviamente un’infinità di sketch, doodle, inktober, che lasciano il tempo che trovano nella valutazione del vostro lavoro).

Last but not least: quando possibile usate la mail. Lo so, sembra una cosa del giurassico, ma chi lavora, lavora principalmente con la mail: no messenger, no whatsapp, no telegram, e via dicendo: scrivete una bella mail di presentazione. Il motivo è presto detto: i messaggi inevitabilmente si perdono, soprattutto se state cercando di contattare persone come me che ricevono decine di sollecitazioni ogni settimana. I messaggini tempo due giorni sono spariti, schiacciati in basso da nuovi messaggini. Alle mail alla fine si risponde sempre.

In conclusione, questi piccoli accorgimenti, che possono sembrare banali o addirittura superflui, rappresentano in realtà la base di una comunicazione professionale efficace. Nell’era digitale, dove l’immagine e la prima impressione contano più che mai, curare questi dettagli può fare la differenza tra essere presi sul serio o passare inosservati. Investire tempo e attenzione in un’immagine professionale coerente e curata, sia online che offline, è un segno di rispetto verso il proprio lavoro e verso chi lo riceve.

La professionalità non è solo una questione di competenze, ma anche di come ci presentiamo al mondo!

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