Una busta, ventisette frontiere
Un fumettista che vende dal proprio sito dieci copie di un albo a lettori di altri paesi UE non spedisce soltanto carta e inchiostro: spedisce anche un problema burocratico potenzialmente enorme. Con il Regolamento europeo 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR), applicabile dal 12 agosto 2026, l’Unione punta a rendere chi immette imballaggi sul mercato responsabile del loro fine vita. Il principio è sensato: gli imballaggi consumano il 40% della plastica e il 50% della carta utilizzate nell’UE, e costituiscono il 36% dei rifiuti urbani.
Ma l’effetto sulle microattività rischia di essere paradossale. Una busta imbottita, una scatola, il nastro adesivo e perfino la pellicola protettiva che accompagnano un fumetto autoprodotto possono far scattare, nel paese del lettore, obblighi di responsabilità estesa del produttore (EPR): registrazione, dichiarazioni dei quantitativi, contributi ai sistemi nazionali e, in determinate vendite dirette transfrontaliere, un rappresentante autorizzato locale. Il regolamento nasce proprio per ridurre le barriere del mercato interno, ma riconosce che norme frammentate generano incertezza e costi aggiuntivi per gli operatori economici.
È qui che la vicenda assume tratti surreali: l’autore che stampa poche decine di copie, le vende a un appassionato francese o tedesco e le protegge in una busta di carta può trovarsi a confrontarsi con adempimenti pensati su scala industriale. Il costo ambientale della spedizione esiste, naturalmente; il problema è che il costo amministrativo fisso può superare largamente quello dell’imballaggio e perfino il margine dell’albo.
La petizione “Stop destroying EU micro-businesses: Immediate moratorium on cross-border EPR fees”, lanciata dalla microimprenditrice slovacca Jeanette Koňarčíková, chiede una moratoria, una soglia europea de minimis e uno sportello unico UE. Al momento della consultazione aveva raccolto quasi 70.000 firme verificate.
Non è una battaglia contro il riciclo. È la richiesta di non trasformare una busta con un fumetto in una frontiera amministrativa. Per autori, microeditori e autoproduttori, senza soglie proporzionate e procedure centralizzate, la risposta più prudente potrebbe essere smettere di spedire fuori dall’Italia: esattamente il contrario dell’idea di mercato unico europeo.